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Cogito ergo ruhm… confessioni di una mente pericolosa

I Paradisi Artificiali

Pubblicato da Gadzilla su Giugno 2, 2008

Da Wikipedia:

I Paradisi artificiali è un saggio pubblicato da Charles Baudelaire nel 1860.

In questo scritto l’autore descrive le sensazioni provate dopo l’assunzione di sostanze stupefanti quali hashish oppio e vino. Baudelaire cava da tutto ciò ispirazioni, riflessioni e corrispondenze colte dalla letteratura e dall’arte. Con l’espressione “paradisi artificiali”…
si designano al giorno d’oggi le droghe di qualsiasi tipo (in particolare allucinogeni come la mescalina o l’ LSD) utilizzate spesso al fine di stimolare la creatività poetica e l’invenzione di immagini originali.

  • Oh gioie profonde del vino, chi non vi ha conosciute? Chiunque abbia avuto un rimorso da placare, un ricordo da evocare, un dolore da annegare, o abbia fatto castelli in aria, tutti hanno finito per invocarti, o dio misterioso celato nelle fibre della vite. Quanto sono grandiosi gli spettacoli del vino, illuminati dal sole interiore! Quanto vera e ardente quella seconda giovinezza che l’uomo attinge da lui! Ma quanto temibili anche sono le sue folgoranti voluttà e i suoi snervanti incantesimi. E tuttavia dite, in coscienza, voi giudici, legislatori, uomini di mondo, tutti voi che la felicità rende facili la virtù e la buona salute, dite, chi di voi avrà il coraggio disumano di condannare l’uomo che beve genialità.

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