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Cogito ergo ruhm… confessioni di una mente pericolosa

Trattato sulla “Pace Dei Sensi”

Pubblicato da rastasmoker su Giugno 5, 2008

Trattato sulla “Pace Dei Sensi”.

Tutti aspirano a trovare la Pace.
La nostra anima tende all’armonia.
Il ciclo vitale cerca costantemente un equilibrio.
Cerchiamo il giorno ideale. E quando passiamo una perfetta giornata, preghiamo per averne altre.
Ma la nostra felicità, non dipende dagli altri, ma solo da noi stessi.
Filosofi, pensatori, ideatori, lo hanno capito.
Eremita.
Tu…tu si che hai capito la bellezza della vita.
Tu, si che sei felice, solo.
Hai trovato la pace dei sensi, e forse hai capito,
che gli uomini non sono degni di essa,
e per questo sei rimasto solo, e non sei più tornato.
Fai bene a non volere più vedere la massa.
Vorrei partire, solo, e non tornare più.
Forse non sono pronto, sicuramente non lo sono.
Tenderei a cercare l’amore e l’amicizia.
Questo mi tradirebbe.
Ma sono sicuro,
di essere arrivato ad un punto della vita abbastanza appagante.
Penso di essere entrato nella scalata per la Pace dei Sensi.
Sto di sicuro alle prime fasi, e sicuramente le fasi sono molte.
Ma ci sto dentro.

L’essere umano nasce.
Pensate, su un numero assurdo di spermatozoi, che corrono come gatti dietro un topo,
io, voi che leggete e tutte le persone sulla faccia della Terra, abbiamo vinto
la prima gara della nostra vita. Prima ancora di poter nascere,
abbiamo dovuto affrontare una grande sfida. Io, voi, soli contro tutti.
Ma abbiamo vinto, quindi almeno una volta nella vita, anche se inconsapevoli di esserlo,
siamo stati il n°1 della situazione. Siamo stati i migliori. Il primo posto sul podio.
E abbiamo ricevuto un grande premio per la nostra vittoria.
La Vita.
Facciamo tante foto, video, ma la memoria, nessuna di queste tecnologie può batterla.
Il momento più importante della nostra vita.
La nascita.
Nessuno la ricorda, nessuno può ricordarla.
Il giorno in cui ho visto per la prima volta la luce, non lo ricorderò mai.
La mente dell’uomo ormai è attanagliata tra le catene della globalizzazione.
Non riesce a capire che le macchine stanno sostituendo non il suo corpo,
ma la sua mente.
Non dovremmo dipendere tanto dalla tecnologia.
Una grande invenzione Internet, ma usata molto male.
Siamo schiavi di questa società. La vostra cara Babilonia.
Allora come disse il grande Bob, illuminiamo l’oscurità.
Lottiamo ogni giorno contro i cattivi e non prendiamoci pause,
non c’è tempo, perchè i malvagi di certo, pause non le prendono…

Cresce.
Esistono varie fasi della vita.
Di certo non credo siano quelle prestabilite dalla società.
Neonato, bambino/a, adolescente, uomo/donna.
E se volessi essere prima vecchio, poi neonato e dopo uomo?
Cosa mi impedisce di cambiare il ciclo della vita.
Non parlo di condizione fisica. Ma mentale.
Questa osservazione però non concorda con la natura. E non posso andare contro la natura.
Infatti il primo ciclo della vita, e la fase del nostro tramonto, coincidono perfettamente.
Mentre il mezzo, è irrimediabilmente il mezzo.
Quello che invece purtroppo condiziona pienamente l’essere umano non sono le sue fasi.
Ma il suo Io. Non intendo l’Io come qualcosa di psicologico.
Ma bensì come qualcosa di naturale.
La mia anima, il mio pensiero, il mio cervello sono il mio Io.
E il male è sempre dietro la porta.
La voglia di potere, di essere conosciuti, acclamati ma anche odiati.
Spinge l’uomo a commettere cose, che il suo Io non farebbe.
Ma il suo Io di certo non sarebbe nulla di speciale.
Quindi costretto ad indossare una maschera di cera.
Quella maschera che solo il caldo dell’Amore può sciogliere.
Perchè dentro di noi, risiede il buono, lì, dove il male ha costruito grattaceli,
e ha ideato il McDonald, il bene è rimasto più disperso, in un piccolo boschetto,
con il suo camino e la sua natura.

Vive.
Vivere. Studio, ancora studio e lavoro.
Veniamo chiusi dentro una scuola malfunzionante. E non critico i professori o i compiti.
Ma la semplice concezione che diamo di essa e di loro.
Cosa me ne farò un giorno del buon Dante?
C’è sempre stata distinzione tra coloro che studiano e i classici bulletti.
Il problema e che entrambi non hanno capito niente della vita.
Chi studia troppo, si trova a disagio, socialmente parlando, ma anche in mezzo ad una strada.
Chi fa il bulletto e si diverte a pestare i più deboli, prima o poi, ci potete contare,
che troverà qualcuno che ha i neuroni più bruciati dei suoi, e dopo aver fatto un incontro molto intimo,
cambierà idea sul significato della vita.
La vita è una sola fratelli.
Vivete, perchè un giorno sarete vecchi,
e andrete tutti i giorni a messa,
pregando di non morire.
Ma sapevate di dover morire?
Si. Ma non volete, perchè dentro di voi siete consapevoli di non aver vissuto,
di aver sprecato la vita.
Viaggiate, conoscete il mondo, gli animali, le persone….
Non è mai troppo tardi.

Muore.
Siamo arrivati alla parte peggiore della vita, oppure la migliore.
Perchè dovrei esser triste di lasciare questo mondo?
Penso di vivere la vita al meglio, e penso di sfruttare ogni minima “cosa” di essa.
Non ho rimpianti.
E non mi dispiacerebbe di certo lasciare questo schifo.
Quando gli occhi vedono e il cervello capisce,
e hai visto ormai molto, inizi a vedere il Mondo sotto un altro aspetto.
Le verità scoperte cambiano la propria esistenza,
e i dogmi della vita, a cui prima credevamo ciecamente,
cadono come un castello di carte.

Durante questo ciclo, che ho illustrato a mio modo, avvengono varie “situazioni”.
Esperienze.
Positive e negative.
Ma qui entro di nuovo in contraddizione senza volerlo.
Positivo e negativo. Ying e Yang. Nero e Bianco.
Ma chi sono io per dirvi cosa sia giusto e cosa no?
Chi sono i politici per dirci cosa sia giusto e cosa no?
Chi sono le persone per dire cosa sia giusto o no?
Nessuno può indicarci cosa sia giusto e cosa no.
Ogni individuo, solo, a seconda delle proprie Esperienze e delle sue conoscenze,
deve essere in grado, di giudicare per sè, se una cosa sia buona o cattiva.

Le note di un pianoforte schiariscono la mia mente.
La lucidità ormai è sempre presente.
La musica trascina con sè i mali del mondo.
L’amore li attira tutti per sè.
Ma penso che ogni esperienza, se rivista (mentalmente), capita e saputa sfruttare,
possa dare un senso alla nostra esistenza, modificarla e plagiarla, verso un qualcosa di migliore.

Un corpo, più corpi alla difesa del nostro Paese.
Basterebbe non uccidere, non rubare, non evadere le regole.
Ma ecco, che penso, che una legge per me può essere giusta e invece per te no.
Forse meno leggi, aumenterebbero il nostro lato umano.
Le leggi sono fatte per essere infrante.
Vero. Ma quindi se nn ci fossero leggi, non ci sarebbe il bisogno sfrenato di compiere reati.
Sogno un’Utopia.
Vedo nella mia mente un mondo perfetto.
Alberi, ruscelli, monti, fiumi, mari, foreste, prati…incontaminati.
Sogno un mondo antico, senza tecnologia.
La gente si stressa, e poi ci scappa il morto.

Rispetto.
Se rispetti una persona, ti comporti bene nei suoi confronti.
Se ci rispettassimo l’un l’altro, il male scomparirebbe.
Non pensavo sarebbe mai arrivato questo giorno.
Ma devo dirlo. Dentro di noi. Dentro ognuno di noi. C’è una parte buona.
Qualcuno ha questa parte piccola piccola dentro di sè.
Qualcun altro l’ha sviluppata.
Altri la stanno scoprendo.
Altri ancora non la vedranno mai.
Ma se la cerchiamo, prima o poi, la troveremo.
Le note diventano cupe.
Qualcosa fa diventare l’aria pesante.

Lessi un giorno su di un muro, una scritta:
“Cosa rende così affascinante il potere?
E’ così divertente giocare ad essere Dio?”

Ho conosciuto il ragazzo che l’ha scritta.
Abbiamo parlato ore e ore.
Aveva ragione. La sua frase ha risvegliato qualcosa dentro di me.
La frase in questione era riferita alla madama.
Un manganello di acciaio ricoperto di plastica e una pistola,
fanno credere un uomo, un Dio?
La risposta è si.
Basta poco, per risvegliare in noi l’istinto del predatore.
Quella sete di sangue e sofferenza che ci porta a distruggere ed a uccidere.
Siamo crudeli e spietati.
Ma questo malessere deriva solo ed unicamente dalla società corrotta in cui viviamo.
Il potere, tanto affascinante, tanto forte da permetterci spesso di giocare con le vite umane.
Ma quando hai due occhi che ti guardano, non so dove trovate la forza di agire.

Un giorno dissi:

“se venissi a conoscenza della data della mia morte,
o se un giorno dovessi ammalarmi e avere poco tempo a mia disposizione,
prendo una pistola e tolgo da mezzo la spazzatura”

Ma chi sono io per criticare e dire che quella è spazzatura.
Cosa so io di quelle persone che ritengo tali.
Mi abbasserei al loro livello, giudicando e disprezzando.
Non voglio giudicare, non voglio disperdere le mie parole per persone non meritevoli di esse.
Cosa concludiamo parlando male degli altri, semplicemente gli diamo importanza.
Ed è quello che cercano.
E anche se rimane una cosa nel mio piccolo, non voglio contribuire a dare importanza
a chi non ritengo importante.
La parola non ha più senso.
Amicizia, Amore, Nemico, Compagno…
parole che in realtà non sono semplici parole.
Uso la parola amico, per indicare un insieme di cose che messe insieme creano qualcosa di unico.
Ma non sapendo come poter esprime questi sentimenti, uso la parola “amico”, per indicare tutto questo.
E invece ogni giorno il mio nome è sulla bocca di persone,
che parlano di me definendomi loro amico.
Io chiamo queste persone “conoscenti”.
Ovvero, buongiorno, buonasera e ci vediamo.
Perchè non nego il saluto nemmeno agli animali. E specifico che non è una semplice metafora.
Perchè credo che gli animali trasmettano molto di più del 95% delle persone che conosco.
E questa percentuale, per niente esagerata, mi preoccupa tremendamente.

I gesti.
Penso di aver capito che non c’è nulla che superi il valore di un semplice gesto.
Una carezza, se giusta. Un bacio, se dato con amore. Sono in grado di esprimere molto meglio
tutto quello che provo dentro il mio cuore, il mio cervello e la mia anima.

Spesso mi sento diverso.
In una chiaccherata con un amico, ho dubitato di Lei. La mia anima.
Com’è possibile che mentre io sto scrivendo qualcosa che smuove anche se in piccolo altro,
gli altri miei compaesani, stanno pensando al sesso, alle donne, al gioco nuovo e alla Tv.
Se penso alla Tv, finisco solo per perdere la mia Pace.
La scatola maledetta.
Maria de Filippi, Morgan, Platinette e altri sono gli idoli degli italiani.
Persone senza cultura, personaggi senza intelligenza, donne senza veli.
Queste sono le cose che mandano avanti la nostra società.
Ma io, viaggiatore ed esploratore, alla mia giovane età,
mi sono accorto che è solo il nostro Paese a stare messo male.

Ho vergogna di essere Italiano.
Grazie a Dio sono nato a Barcellona. E forse ho un punto a favore.
Perchè a differenza dei miei vicini, della vita ho capito qualcosa.
E proprio quando sembrava l’inizio della fine, mi sono accorto che in realtà sono felice.
Ovvio, potrei stare meglio, ma perchè devo voler stare meglio?
Cosa mi dice che io in questo momento non sto bene.
Tante cose, ma è appunto la ricerca di quello che non si ha.
Perchè è quello che vogliamo. E’ per questo che scoppiano le guerre e le risse.
Perchè vogliamo qualcosa che non abbiamo. Ma la cosa mi fa molto ridere. Perchè?
Perchè una volta ottenuta questa “cosa”, dopo poco perde fascino e interesse.
Vi chiedete perchè?…Perchè è vostra.
Sono sicuro di questa affermazione. E posso anche esporre un esempio molto facile.
Un bambino (x) con un giocattolo bellissimo e alla moda, vede un altro bimbo (y),
qui succede la catostrofe. Y è felice, e X preso dall’invidia e dalla gelosia,
getta il giocattolo e si precipita a fare sua l’inutile pietra. Y piange. X gioisce.
Ma dopo poco X si rende conto che la pietra fa schifo, e che il suo giocattolo era migliore.
Quindi la felicità non deriva da quello che possediamo materialmente, ma di un qualcosa,
che è dentro la nostra anima, perchè se quest’ultima è vuota, perde di significato.

Carta e Penna.
Il valore per la scrittura si è perso.
Ormai msn e badoo sono i nostri padroni.
Senza il nostro spirito morirebbe.
Non c’è più motivo per leggere, scrivere o informarsi.
Informazione.
Accendo la tv e sento servizi mirati, servizi pilotati, meglio spegnere la scatola.
Al massimo mi vedo un pò di video.
Ma il commercialismo è dappertutto.
Faccio esperienza, ne traggo lezioni di vita. E cresco.
Maturo, ho capito perchè è successo questo.
Destino, forse esiste forse no.
Ma il 50% lo decidiamo noi, e l’altro 50% lo decide la fortuna.
Non abbondiamo il nostro 50%. Lottiamo per esso e teniamolo stretto a noi.
Prima che il 100% della nostra esistenza sia governata da qualcosa che rappresenta noi.
Falsi idoli.
Gente fallita, che porta la bandiera e che dietro di sè ha idioti che mirano a prenderla o
semplicemente raggiungerla.
La bandiera che dirama tanto Potere.
E siamo di nuovo punto e a capo.

Voglio…vorrei
Voglio…vorrei una casetta in montagna, un orticello e le mie piante.
Voglio…vorrei un pò di musica. Niente tv. Un bel letto comodo.
Voglio…vorrei una donna che mi ami.
A parte l’ultima delle mie richieste il resto non è impossibile.
Una donna da amare, venerare e rispettare.
Penso di aver provato l’amore. Ma non ne posso essere sicuro.
Perchè poi un giorno mi innamoro davvero, e penso, “ma allora quello non era amore”.
E’ bellissimo Amare, ma deve essere anche ricambiato,
altrimenti si trasforma in un semplice monologo.

Io penso,
che il Mondo e il genere umano siano uno schifo.
E sono sicuro che sia così, al 100%.
Ma quando guardo dentro me stesso,
vedo qualcosa che mi piace,
e sono consapevole, che per dato di fatto,
altre persone sulla Terra, miei simili,
devono esistere, e un giorno le troverò.

Pace.
rastasmoker

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